Olbia: Via libera all’Università del turismo Ora bisognerà stringere i tempi per trovare una sede

Il Ministero ha disposto l'integrazione di 900 milioni per attivare il corso di laurea triennale.



Da "L'Unione Sarda" del 23 febbraio 2002.



Il via libera all'Università del turismo arriva da Roma, attraverso una breve comunicazione inviata al preside della facoltà di economia di Sassari dal Ministero della Pubblica Istruzione. Per portare a compimento il progetto abbozzato già da qualche anno, il dicastero ha infatti disposto un'integrazione di 900 milioni al bilancio dell'ateneo sassarese, proprio la somma richiesta per attivare il corso di laurea triennale in "Economia e imprese del turismo". "Con sede a Olbia" recita la stringata nota del ministro, giusto per non far nascere equivoci. Dietro quel finanziamento - solo una piccola parte del denaro necessario per mettere in moto una macchina complessa, composta da laboratori e centri di monitoraggio da localizzare lungo tutto il litorale gallurese - la volontà del Governo di sostenere un'idea caldeggiata da molti amministratori locali: "Significa che avevamo visto giusto - esulta non appena appresa la comunicazione Tonino Pizzadili, che ha curato da vicino i rapporti tra Comune, Università e Ministero per rendere possibile l'attivazione dei corsi - ma ora bisogna subito pensare a trovare sedi e locali, anche se alcune scuole pubbliche hanno già offerto la loro disponibilità". Il progetto aveva assunto connotati precisi lo scorso 20 marzo, quando una equipe di esperti capeggiati dal preside della facoltà di economia Carlo Ibba aveva incontrato il commissario prefettizio di Olbia Gian Battista Tuveri e il sindaco di Arzachena Piero Filigheddu. Lo scopo era proprio quello di dare un'occhiata a edifici inutilizzati e adatti ad ospitare i 32 corsi in cui, secondo i programmi, dovrà essere articolato il campus universitario. Il sovralluogo partì e si concluse con un accurato esame dell'ostello abbandonato sulla strada per Loiri, mentre gli immobili di proprietà del Comune di Arzachena disponibili a Poltu Cuatu e il vecchio faro a Capo Ferro (sottratto alle mani di privati intenzionati a ristrutturarlo e a farne una discoteca) non vennero visionati. Una settimana dopo, alla stazione marittima, fu il rettore Alessandro Maida in persona ad incontrare una folta schiera di amministratori galluresi. E divampò la polemica, perché al rettore che esprimeva le sue perplessità sulla validità delle strutture individuate e chiedeva ai Comuni di mettere mano al portafogli, replicò a muso duro il sindaco di Padru Antonio Satta: "Se l'università del turismo rimarrà un'incompiuta non sarà certo per colpa nostra". Il rettore e i docenti incaricati di seguire l'iter per l'attivazione del nuovo corso di laurea, del resto, motivi per essere perplessi ne potevano contare parecchi: l'ostello abbandonato non dispone di linee di collegamento sufficienti e di vie d'accesso adeguate, mentre il decrepito faro di Capo Ferro, in posizione ideale per accogliere un centro di monitoraggio ambientale, per essere reso nuovamente abitabile andrebbe completamente ristrutturato. Accese discussioni a cui sono seguiti undici mesi di silenzio e una nuova crisi amministrativa a Olbia, ente capofila della cordata di Comuni che all'idea dell'Università in Gallura avevano già fatto bocca. E quando già si pensava al rinvio - la partenza dei corsi era prevista per l'inizio del prossimo anno accademico - da Roma è arrivata quella provvidenziale comunicazione.
 
Francesco Giorgioni





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