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L'università punta all'Europa

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Ieri il battesimo ufficiale del corso di laurea. Il Rettore Alessandro Maida: "Se potenziamo la gamma formativa saremo il richiamo del Mediterraneo".



Da "La Nuova Sardegna" del 16 marzo 2003.



OLBIA. L'hanno chiamata tutti la "nostra università", il corso di laurea in economia e imprese del turismo, ieri al battesimo ufficiale nell'auditorium del "Deffenu". Con soddisfazione e un pizzico di orgoglio. Dal sindaco Nizzi, al preside della facoltà di Economia di Sassari Carlo Ibba, al presidente della Regione Mauro Pili. Tutti, chi in veste politica, chi accademica, hanno ribadito il ruolo dell'università come fertilizzante per la crescita turistica di Olbia e del territorio. Il convegno "Università del turismo. Cultura Impresa e sviluppo" è riuscito a portare, nell'auditorium dell'istituto "Attilio Deffenu", non solo gli studenti del corso smeraldino, ma anche esponenti della politica locale e regionale, aziende pubbliche e private, professori e docenti universitari. Un collante forte, il corso di laurea. Una sfida già vinta, ma anche un nuovo punto di partenza. Verso l'obiettivo Europa. "La "nostra" università - ha detto il sindaco Nizzi - deve competere con le altre della penisola, ma anche con quelle del resto d'Europa. Dobbiamo puntare al riconoscimento del nostro territorio come ambiente di studio". Su questo punto ha insistito anche il Rettore dell'università di Sassari Alessandro Maida, che ha lodato il coraggio dimostrato nell'investimento olbiese: "Un'impresa che era un rischio - ha detto Maida-, ma che abbiamo voluto con forza. Ci sono ancora tante cose da fare, però, per essere competitivi. Il territorio di Olbia è a vocazione turistica; bisogna puntare proprio su questo settore e potenziarlo. Affiancando al corso di laurea un corso post-laurea, un campus e strutture funzionali allo scopo". E ancora: "Bisogna ampliare la gamma formativa perchè diventi eccellente e sia un richiamo per l'intero bacino del Mediterraneo". Che il corso di laurea volesse creare gli imprenditori del futuro era già stato annunciato con l'inaugurazione dell'anno accademico, lo scorso settembre. Lo aveva ribadito allora il professor Francesco Morandi, responsabile didattico della sede olbiese. E c'è tornato con forza, e con un pizzico di provocazione, l'imprenditore Renato Soru, che ha invitato gli studenti a creare impresa in Sardegna, dove "purtroppo gli imprenditori locali sono troppo pochi". Gli ha fatto eco il presidente della Regione Mauro Pili, anche se in toni meno polemici, nell'intervento conclusivo della tavola rotonda: "Il turismo e l'università sono due grandi giacimenti sui quali investire. In Sardegna è necessario che dai giovani e dalla ricerca nasca il nuovo turismo, ma non quello delle volumetrie. Quello dell'intelligenza dei sardi, attraverso cui diventare protagonisti dello sviluppo turistico". E poi, come Martin Luter King, Pili ha dichiarato di avere un sogno. "Vedere tanti giovani sardi alla guida delle imprese, non solo di quelle sarde", sottolinenado come questo sia il momento giusto per cambiare le cose, "ora che si sta ridefinendo lo scenario del turismo europeo e mondiale". Un obiettivo possibile questo, legando saldamente la preparazione teorica degli studenti all'esperienza sul campo. Alcuni passi sono già stati fatti; ci sono accordi con la Camera di Commercio, la Geasar (che ospiterà l'università all'aeroporto dal prossimo 8 settembre) e la Confindustria, per promuovere stage e borse di studio per gli studenti del corso olbiese. Un investimento, quello sulla cultura, molto sentito anche dai partner aziendali privati e pubblici". Un investimento, che ha le carte in regola per essere vincente. "A differenza delle altre risorse del territorio - ha precisato Gavino Sini, presidente della Camera di Commercio - la cultura non si deteriora con l'uso. Più la si "sfrutta", più grandi sono i risultati che si ottengono".

(se.lu.)

 

  

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