Il preside Francesco Morandi illustra il futuro del corso di economia del turismo
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«Meno studenti, ma puntiamo sulla qualità» «Niente allarmismi: si tratta soltanto di un calo fisiologico»
Da "La Nuova Sardegna" del 30 settembre 2004.
OLBIA. Sono molti i progetti per il futuro del corso di economia e imprese del turismo: un master di specializzazione per i laureati, stage di formazione e rapporti sempre più stretti con le aziende del territorio. La prima condizione per il successo del corso, secondo il responsabile del polo didattico gallurese Francesco Morandi, resta però la qualità della preparazione. «Ciò fa sì che si abbia una buona percezione del corso di laurea e che l'impresa continui ad offrire analoghe opportunità agli studenti futuri». Il numero degli iscritti di quest'anno è diminuito rispetto al passato. Si tratta di un calo preoccupante o di un calo fisiologico? «Ci siamo assestati su un numero di iscritti ottimale e compatibile con le esigenze del corso di laurea, con gli spazi, con una didattica di alta qualità e con le esigenze del mercato; da quest'anno, che credo sia l'anno chiave, ci attesteremo intorno ai 150 nuovi iscritti. Il dato interessante di questo trend è che c'è un innalzamento della qualità degli studenti: oggi, chi si iscrive al corso di economia del turismo, è uno studente più consapevole della scelta che sta facendo e che, nella carriera scolastica precedente è stato uno studente di qualità medio alta. E'vero che abbiamo subito una flessione fisiologica dopo il boom del primo anno, ma abbiamo guadagnato nella qualità dell'insegnamento». Le matricole di quest'anno arrivano da tutti gli istituti superiori, anche da quelli tradizionalmente non legati al settore economico turistico. Secondo lei come mai? «Perché il corso di economia del turismo è riconosciuto ed ha cominciato ad imporsi come corso di alto livello. Inoltre, come facoltà, abbiamo cambiato politica di orientamento e siamo andati, istituto per istituto, a informare quegli studenti che hanno dimostrato interesse all'attività universitaria». Come è cresciuto in questi anni il corso di laurea? «E'cresciuto di molto nel territorio e come servizi agli studenti; quest'anno dovremo riuscire a offrire ciò che avevamo promesso nel 2003: entro ottobre sarà completata la biblioteca di cui è stato attivato il primo nucleo; sempre entro ottobre avremo il servizio mensa all'aeroporto, un laboratorio di informatica con orari continuativi e per il 2005 il corso si doterà di un laboratorio per la formazione a distanza multimediale, utile non perché facciamo lezioni a distanza, ma perché ci permetterà di fare cose che già si fanno a Sassari». Come ad esempio? «In collaborazione con l'Università di Torvergata abbiamo aderito ad un consorzio di università che attivano un master in Economia degli intermediari finanziari che prepara nel settore bancario e assicurativo laureati di qualità. Un servizio al quale gli studenti di Olbia accederanno proprio grazie al laboratorio multimediale: sarà un'esperienza per pochi, ma interessante, in attesa del nostro master che partirà nel 2005». In che maniera state lavorando per legare l'attività accademica alle imprese del territorio? «Il primo anno abbiamo presi contatti con le aziende e preparato gli studenti con una buona formazione di base; dal secondo abbiamo cominciato a saldare i rapporti con realtà del territorio e anche nazionali; il terzo ci porterà a dare corso agli accordi formali presi; ad ottobre prenderà il via il primo stage di formazione alla Starwood; il prossimo esempio di come saldare i rapporti tra università e impresa si vedrà nel 2005 con il Carrer day, un'intera giornata nella quale gli studenti entreranno in diretto contatto con le imprese del territorio». Qual è l'attuale situazione del mercato del lavoro in Gallura? «La situazione è più favorevole in Gallura rispetto ad altre realtà sarde e continentali. Se è vero che il laureato bravo trova comunque sbocchi occupazionali, quello di Olbia ha già alcune interessanti proposte a livello locale. Nella contingenza il mercato offre più possibilità ad un laureato in economia, ma serve una scelta di qualità del turismo locale alla quale spero che i laureati stessi diano un contributo». Serena Lullia
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