L'Aga Khan in Consiglio nel 1986. "Olbia è la Città del Sorriso"
Pubblichiamo l'ispiratissimo discorso pronunciato da Sua Altezza il Principe Karim Aga Khan, allora Presidente del Consorzio Costa Smeralda, il 9 ottobre 1986 in occasione della sua visita in Consiglio comunale a Olbia *
Signor Sindaco, Signore e Signori,
L'occasione che il Sindaco mi ha dato invitandomi a questo incontro, per il quale lo ringrazio, mi onora molto soprattutto perché mi consente di avere, in qualità di Presidente del Consorzio Costa Smeralda, un contatto diretto con l'Amministrazione Comunale.
Quando, nel 1960, venni per la prima volta ad Olbia, essa era una città di poco più di nove mila abitanti con un piccolo porto commerciale e, nell'immediata periferia una pista dell'aviazione militare ormai in disuso. Le strade di collegamento con quella zona che sarebbe poi diventata la Costa Smeralda erano pressoché inesistenti. Oggi questi sono soltanto ricordi, anche se vissuti in un recente passato.
In questi anni noi tutti abbiamo visto Olbia e il suo territorio, crescere e trasformarsi, darsi una nuova mentalità, proiettata verso un'imprenditoria che guarda al turismo con concretezza. C'è stata in questi anni un'evoluzione di costumi e di professionalità, accompagnata da uno sviluppo economico di grandi proporzioni che costituisce un futuro di certezze e prospettive.
Credo di poter affermare che a tale evoluzione abbia contribuito anche il Consorzio Costa Smeralda e tutte quelle attività da esso promosse che rappresentano una realtà economica solida e ben avviata che guarda al futuro con ottimismo e determinazione per il raggiungimento di sempre maggiori traguardi.
Oggi, il turismo è una realtà irreversibile, una risorsa ben avviata che sta crescendo in buona salute, ma è anche vero che è un settore giovane, ancora fragile, che necessita di consolidamento e deve essere ancora più diversificato e rafforzato.
Non ho gli esatti dati statistici di crescita di Olbia, ma credo che essa abbia registrato un tasso di crescita negli ultimi 25 anni superiore alle altre città della Sardegna.
Questo ha sicuramente comportato un gravoso impatto sulle risorse fisiche e umane della comunità. Credo sia importante per voi Amministratori Pubblici poter consolidare e continuare questo trend di crescita così come migliorare la qualità di vita di tutti gli abitanti.
La maggior parte delle città del mondo con alti tassi di crescita hanno avuto grandi difficoltà a coniugare questi due obiettivi perché spesso risultano incompatibili almeno nella sequenza dei tempi. Sono necessarie grandi abilità, lungimiranza, disciplina e organizzazione, per crescere con ordine. Comprendo quindi le difficoltà con le quali vi dovete confrontare.
Sono qui, nella veste di Presidente del Consorzio Costa Smeralda, per affermare la nostra sincera aspirazione per contribuire in tal senso, intervenendo su tre fronti: la vostra crescita, il miglioramento della qualità della vita e per far sì che i due obiettivi diventino compatibili.
Dal punto di vista dell’intero territorio comunale, credo che la crescita economica, contrariamente a quella strettamente della città, deriverà essenzialmente e sempre maggiormente dall’impatto diretto e indiretto del turismo. La città dovrà rispondere alle esigenze del turismo dell’intero territorio comunale e dovrà a sua volta poter trarre beneficio e forza dalla nuova industria del tempo libero.
Olbia però, è anche il punto di arrivo e di partenza per tutto il nord-est della Sardegna. Due strutture particolarmente importanti sono quindi il porto e l’aeroporto, che devono essere capaci di rispondere efficientemente al traffico stagionale di punta di un territorio molto più vasto di quello dello stesso comune. Tutti i servizi di questi due centri nevralgici devono essere sempre accoglienti, gradevoli e del massimo livello di efficienza e cortesia.
Quale porta del turismo, Olbia dovrebbe essere conosciuta quale "Città Sorriso". Chiunque dovrebbe sentirsi più benvenuto che altrove a prescindere dalla frequenza o occasionalità dei suoi arrivi, e a prescindere dalle motivazioni siano esse di lavoro o di vacanza.
La Sardegna ha una straordinaria tradizione di ospitalità ed è mio grande desiderio che questa tradizione possa essere esaltata attraverso il turismo e la crescita economica. Quell’elemento di calore umano, utile a stabilire un pronto e cordiale rapporto tra le persone, che è così importante per lo sviluppo del turismo, deve essere incoraggiato per diventare un vero modo di pensare e di comportamento. E questo per tutti, dal direttore di un albergo al pilota di un aereo, dal funzionario doganale, al vigile urbano.
L’efficienza del servizio aereo, della gestione di un albergo, delle formalità doganali e della viabilità può essere ulteriormente migliorata proprio grazie al clima di felicità, cordialità, educazione e cortesia.
Ieri, parlando al Consiglio Comunale di Arzachena, ho fatto riferimento al turismo come una equazione che, semplicemente dice: trasporto, più qualità, più prezzo, più mercato, uguale turismo. Ma ho fatto riferimento anche ad un altro concetto: il turismo integrato.
Il Comune di Olbia amministra un territorio che per tanti secoli era dedicato più o meno esclusivamente all’agricoltura ma che sempre più è orientato al turismo. È mio profondo convincimento che Olbia nelle future scelte debba tendere a diventare una componente-chiave di questo concetto di turismo integrato.
Ieri, ho voluto anche precisare che il turismo non è un'industria monolitica, perché le motivazioni delle persone di spostarsi da un luogo all'altro sono tante e diverse quanto le persone stesse. Se questo è vero, allora la possibilità per una città o una municipalità di attirare un grande numero di persone, è direttamente proporzionale all'interesse che quella città o quella municipalità esercitano sul potenziale visitatore.
Olbia, come dicevo, è un punto di transito per numerose persone che visitano altre zone della Sardegna e quanto siano importanti, di conseguenza, il porto e l'aeroporto.
Se si dovesse considerare Olbia solamente un punto di transito e nient'altro, penso che significherebbe sottovalutare e forse anche travisare il ruolo che Olbia dovrebbe avere nell'ambito di un turismo integrato nel Nord-Est della Sardegna. Perciò, vorrei incoraggiare un diverso approccio per il ruolo che Olbia potrebbe avere nel turismo integrato.
Se turismo integrato significa offrire innumerevoli motivazioni alla mobilità delle persone, allora di quanta potenzialità può disporre una municipalità che può contare su una città già di per sé stessa attraente ancorché migliorabile e di un territorio di rara bellezza chiaramente di grande potenziale turistico.
In genere, le aree rurali hanno una limitata storia culturale, le città al contrario, sono da sempre un polo di richiamo intellettuale, che, come tale, deve essere utilizzato attraverso manifestazioni che interessino tutto l'arco dell'anno.
Ecco perché i servizi pubblici, siano essi teatri o strutture sportive, devono trovare la loro localizzazione nella città, che deve essere punto di riferimento e parte integrante di una zona, come questa, a vocazione turistica.
Se condividete queste mie opinioni, allora è chiaro che Olbia può decidere il suo sviluppo scegliendo una appropriata strategia. Si potrebbe innanzitutto identificare tutti gli edifici storici, proteggerli e, restaurandoli, portarli alla conoscenza e fruibilità di tutti. Si potrebbe poi fare un inventario di tutte quelle aree dove esistono problemi di inquinamento del territorio, di segnaletica luminosa o dell’aria predisponendo un programma per eliminarli.
Sono convinto che questi due approcci dovrebbero avere un significativo impatto per fare di Olbia una città turisticamente desiderabile oltre che piacevole per chi ci vive. Teatro, cinema, musica, e specialmente mostre di arte e tradizioni Sarde, devono diventare una componente stabile dello stile di vita di Olbia. Ciò sarebbe positivo per Olbia, come lo sarebbe per il turismo dell’intero Nord-Est della Sardegna.
Forse, in questo processo di miglioramento della città, potrebbero essere utilizzate strutture con passato storico. Forse sarebbe anche possibile identificare quelle aree nella città dove concentrare quelle attività che proprio attraverso la loro integrazione possono trovare reciproche sinergie e diventare importanti per lo specifico interesse offerto.
Con l'evoluzione delle città e con l’aumentare delle interferenze derivanti dal traffico che invade tutti gli aspetti della vita sono sempre più richieste aree da destinarsi ad isole pedonali.
Nel corso della scorsa estate ho notato con piacere, che la Confindustria ha tenuto un importante convegno in Sicilia sul turismo integrato e, mi si dice, che una delle conclusioni cui sono giunti i partecipanti, era che questo tipo di attività, fatto unico nella storia del turismo, era la più veloce area di crescita dell’economia nazionale e che avrebbe probabilmente continuato a crescere più rapidamente di qualsiasi altro settore, nel prossimo futuro.
Non c’è dubbio che all’aumento di bisogno della popolazione dell’urbanizzazione nonché dell’insieme dei processi di civilizzazione, si risponde sempre più con la ricerca di buone condizioni di salute e di sempre maggiori spazi.
In tutto il mondo, lo sport è praticato da sempre più persone, di diverse età rispetto a qualsiasi altra epoca nella storia dell’uomo. Il rischio di salute, derivante da attività abitudinarie quale il bere e il fumare, sta diminuendo mentre le attività di miglioramento della salute quali i Centri Benessere sono in aumento.
Anche il tempo libero è in lenta crescita e conseguentemente aumenta l’interesse e la popolarità per diverse forme di cultura a livello internazionale. Dobbiamo saper apprezzare questi trends e costruire su di essi, piuttosto che allontanarci dagli stessi.
In questo momento, quindi, credo che ci sia la possibilità per la città di Olbia di optare per questa nuova strategia di sviluppo e se voi prenderete questa decisione, potrete contare sulla massima collaborazione da parte del Consorzio Costa Smeralda. Sono altresì convinto che qualsiasi altro operatore nel settore del tempo libero, sarebbe lieto di poter contribuire.
Quando parliamo di turismo integrato e dell’equazione alla quale ho prima riferito, credo sia particolarmente importante ricercare un giusto equilibrio tra i componenti di questa equazione. E questo in particolare per il vostro comune che comprende oltre alla città stessa anche una vasta zona di interesse turistico.
L’Alisarda, nei prossimi anni, ha in programma non solo di ampliare la propria flotta ma anche di aumentare la frequenza di servizio sulle proprie rotte.
Negli ultimi anni ad Olbia, sono stati fatti grandi sforzi per potenziare il porto e, mi si dice, che ora può ricevere contemporaneamente fino a sette traghetti. Il risultato di questo sforzo è quello di rendere disponibile per l’industria turistica, un potenziale di arrivi di passeggeri sostanzialmente aumentato.
Sono sinceramente felice di questo e mi congratulo con quanti hanno partecipato A queste costruttive decisioni. Devo però esprimervi qualche preoccupazione sul fatto che la capacità di trasporto disponibile per un maggior numero di persone, potrebbe risultare nell’immediato futuro, una vera e propria sfasatura.
Se questo accadesse, sarebbe pericoloso. Mi chiedo: dove potranno risiedere tutte le persone in più che arriveranno nel Nord-Est Sardegna? In questi recenti anni, c’è stata un’insufficiente crescita della ricettività, con uno squilibrio tra domanda e offerta. Di questo sono francamente molto preoccupato.
L’Amministrazione Comunale può evitare questo rischio attraverso l’adozione di procedure che consentano l’accelerazione dei processi di approvazione per la costruzione di strutture ricettive quali alberghi, pensioni e clubs, in maniera tale da consentire agli stessi operatori economici di completare i loro progetti e costruzioni anticipando la crescita del flusso turistico anziché intervenire successivamente.
Non molto tempo fa ho pubblicamente dichiarato che la domanda per disponibilità alberghiera in Costa Smeralda era praticamente doppia rispetto all’effettiva ricettività. Per ragioni note a tutti, è stato per noi impossibile ampliare le strutture alberghiere esistenti così come impossibile è stato ottenere autorizzazioni per la costruzione di nuovi esercizi.
Una tale situazione non solo crea delusione e, nel tempo, insoddisfazione per quelle persone che intendono affidare a noi il loro tempo libero, ma anche contraccolpi negativi di mercato con il conseguente risultato, che almeno parte di quel mercato, non cercherà in futuro di venire in Sardegna. Ancora peggio quel sempre maggiore numero di turisti programmerà la loro vacanza sull’Isola sulla base di strutture mobili quali i campers, tende e roulottes.
Questo ha un effetto negativo sulla qualità del turismo in Sardegna, disincentiva l’arrivo di quella fascia più alta di turismo, non lascia molta valuta nell’economia locale, comporta un sostanziale rischio ecologico e, disincentivando il turismo di più alta qualità, diminuisce il reddito medio pro-capite che la Sardegna sarebbe capace di generare.
Inoltre l’aumento del turismo di basso livello qualitativo significa ridurre anche la ricchezza indotta dovuta all’assenza di qualsiasi richiesta di strutture e servizi da parte di quel mercato.
Desidero però non essere frainteso quando suggerisco che l’aumento dei livelli più bassi del mercato turistico per la Sardegna sia di per sé indesiderabile. Voglio invece sottolineare la necessità di operare su una solida programmazione economica e amministrativa di lungo termine, così da evitare che l’economia turistica della Sardegna debba risultare troppo dipendente da qualsiasi specifico segmento o livello di mercato.
Le attività e le imprese da noi promosse negli scorsi vent’anni, e che si sono radicate nella vita della vostra comunità diventandone parte integrante, ci accomunano ormai in modo tale da consentirmi la certezza che con l’Amministrazione e la popolazione di Olbia potrà essere percorso ancora un lungo cammino produttivo di progresso non solo economico ma soprattutto civile e sociale per la città, tutta la comunità e per le generazioni future.
Grazie.

* Archivio Guido Piga
Foto di Gavino Sanna