Ingegneri navali e aeronautici, contratti +8,8% nel 2025 in Italia
Nel 2025 in Italia sono stati attivati 332 contratti per ingegneri navali, il 40,1% in più rispetto al 2024, e 1.293 contratti per ingegneri aerospaziali e aeronautici, in crescita del 2,9%. Complessivamente, nelle due professioni considerate, le attivazioni sono state 1.625, 131 in più rispetto alle 1.494 del 2024, con un aumento dell’8,8%. È quanto emerge dai dati Labour Market Intelligence 2025 di Sviluppo Lavoro Italia, appena pubblicati e analizzati ed elaborati dal Centro Studi Cipnes Gallura-UniOlbia.
I numeri descrivono due mercati professionali diversi per dimensione e dinamica, ma accomunati da una forte presenza di giovani, da elevate quote di contratti a tempo indeterminato e da un peso rilevante delle attività manifatturiere e tecnico-scientifiche.
Sono gli stessi ambiti sui quali sta investendo il polo universitario di Olbia. L’Università degli Studi di Cagliari offre in città, con il supporto di UniOlbia, il Corso di Laurea in Ingegneria Navale (triennale e fra un anno anche magistrale) e dal 2026/2027 anche il Corso di Laurea Professionalizzante in Tecnologie Industriali Elettriche e Aeronautiche. I due corsi godono del finanziamento della Regione Sardegna e il sostegno del Comune di Olbia e le iscrizioni sono già aperte.
I percorsi sono nati anche raccogliendo le esigenze manifestate dalle imprese del territorio rispetto alla disponibilità di competenze specialistiche. La loro funzione, tuttavia, non è limitata a Olbia o alla Gallura: i corsi formano professionalità al servizio delle filiere produttive dell’intera Sardegna e con competenze spendibili anche nel mercato del lavoro nazionale.
Ingegneria navale, contratti in aumento del 40,1%
La crescita più consistente riguarda gli ingegneri navali. Nel 2025 sono state registrate 332 attivazioni contrattuali, contro le 237 del 2024: 95 contratti in più, pari al +40,1%.
L’incremento interessa tutti i trimestri dell’anno. Nel primo trimestre le attivazioni sono salite da 71 a 89, +25,4%; nel secondo da 54 a 77, +42,6%; nel terzo da 54 a 75, +38,9%; nel quarto da 58 a 91, con un incremento del 56,9%.
La crescita si è quindi rafforzata nella seconda parte dell’anno. Nel primo semestre i contratti sono passati da 125 nel 2024 a 166 nel 2025, +32,8%. Nel secondo semestre sono aumentati da 112 a 166, +48,2%.
Nel complesso, nel 2025 le 332 attivazioni hanno interessato 325 lavoratori e 97 datori di lavoro, con una media di 1,02 contratti per lavoratore e 3,42 contratti per datore di lavoro.
Rilevante anche la composizione dei rapporti di lavoro. Il 65,4% dei contratti è a tempo indeterminato, il 19% a tempo determinato, il 10,8% riguarda l’apprendistato e il 4,8% le collaborazioni. Il 93,1% dei rapporti è full time, mentre il 3% è part time e il 3,9% non è definito.
La domanda di lavoro è inoltre concentrata prevalentemente sulle fasce più giovani. Il 55,4% delle attivazioni riguarda persone tra 25 e 34 anni. Seguono la fascia 35-44 anni con il 22,6%, quella 45-54 anni con il 10,5%, i 55-64enni con il 6%, gli over 65 con il 3% e gli under 25 con il 2,4%.
Gli uomini rappresentano il 77,7% delle attivazioni e le donne il 22,3%. Per cittadinanza, l’88% riguarda italiani, il 4,2% cittadini dell’Unione europea e il 7,8% cittadini extra Ue.
Anche la distribuzione settoriale evidenzia il carattere industriale della professione. Il 44,4% dei contratti riguarda le attività manifatturiere e un ulteriore 35,6% le attività professionali, scientifiche e tecniche. Insieme, i due comparti concentrano quindi l’80% delle attivazioni. Seguono trasporto e magazzinaggio con il 10,9%, estrazione di minerali da cave e miniere con il 5,6%, attività artistiche, sportive e di intrattenimento con l’1,9% e istruzione con l’1,6%.
È in questo mercato che si inserisce il Corso di Laurea in Ingegneria Navale dell’Università di Cagliari con sede a Olbia, orientato alla formazione di competenze nella progettazione, costruzione, gestione e manutenzione delle unità navali e dei sistemi marittimi.
Il rapporto con la domanda del lavoro è particolarmente evidente: il corso forma una figura ingegneristica direttamente collegata a un mercato professionale che nel 2025 ha registrato una crescita delle attivazioni del 40,1%.
Aeronautica, 1.293 contratti e ripresa nel secondo semestre
Più ampio in termini assoluti è il mercato degli ingegneri aerospaziali e aeronautici. Nel 2025 sono stati registrati 1.293 contratti, riferiti a 1.252 lavoratori e 201 datori di lavoro, con una media di 1,03 contratti per lavoratore e 6,43 per datore di lavoro.
Nel 2024 le attivazioni erano state 1.257. Il 2025 registra quindi 36 contratti in più e una crescita del 2,9%.
Il dato annuale, elaborato dal Centro Studi Cipnes Gallura-UniOlbia, nasconde però un andamento molto differenziato tra le due metà dell’anno.
Nel primo semestre 2025 sono state registrate 582 attivazioni, rispetto alle 664 dello stesso periodo del 2024: 82 in meno, pari al -12,3%.
Nel secondo semestre, invece, le attivazioni sono salite a 711, contro le 593 del 2024: 118 contratti in più e +19,9%.
La dinamica trimestrale mostra con maggiore precisione questa inversione. Nel primo trimestre i contratti sono passati da 330 nel 2024 a 285 nel 2025, -13,6%. Nel secondo trimestre sono diminuiti da 334 a 297, -11,1%.
Nel terzo trimestre la tendenza cambia nettamente: 396 attivazioni contro 325, +21,8%. La crescita prosegue nel quarto trimestre, con 315 contratti rispetto ai 268 del 2024, +17,5%. Con 396 contratti, il terzo trimestre 2025 rappresenta il valore più elevato degli otto trimestri riportati nei dati 2024-2025.
Ancora più marcata rispetto al navale è la concentrazione della domanda sulla fascia più giovane del mercato del lavoro. Ben il 75,9% delle attivazioni riguarda persone tra 25 e 34 anni. I 35-44enni rappresentano il 12,5%, i 45-54enni il 5,6%, gli under 25 il 2,6%, i 55-64enni il 2,2% e gli over 65 l’1,4%.
Gli uomini rappresentano l’81,1% delle attivazioni e le donne il 18,9%. Il 95,4% dei contratti interessa cittadini italiani, il 2,2% cittadini dell’Unione europea e il 2,5% cittadini extra Ue.
La struttura contrattuale mostra una forte presenza di rapporti stabili: il 75,5% delle attivazioni è a tempo indeterminato. Il 6,6% è a tempo determinato, il 3,1% riguarda l’apprendistato e il 14,8% le collaborazioni. L’85,4% dei rapporti è full time, lo 0,8% part time e il 13,8% non definito.
Anche in questo caso il principale sbocco è industriale. Il 60% delle attivazioni è concentrato nelle attività manifatturiere. Seguono le attività professionali, scientifiche e tecniche con il 15,4%, l’istruzione con il 12,8%, i servizi di informazione e comunicazione con il 9,3%, noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese con l’1,2%, trasporto e magazzinaggio con lo 0,9% e altre attività di servizi con lo 0,5%.
A questo ambito si collega il Corso di Laurea Professionalizzante in Tecnologie Industriali Elettriche e Aeronautiche dell’Università di Cagliari, attivato a Olbia. Il percorso comprende il curriculum Tecnologie e Manutenzione dei Sistemi Avionici, dedicato alle competenze tecnologiche, operative e manutentive della filiera aeronautica.
Il dato statistico sugli ingegneri aerospaziali e aeronautici non coincide direttamente con il profilo professionale formato dal corso professionalizzante di Olbia e non può quindi essere considerato come una misura diretta dei suoi sbocchi occupazionali. Rappresenta però un indicatore della dimensione e dell’andamento della domanda nazionale di competenze ingegneristiche nella filiera aeronautica, all’interno della quale si collocano anche le professionalità tecnologiche e manutentive sviluppate dal percorso universitario.
Dalla domanda delle imprese alla formazione universitaria
Letti insieme, i dati mostrano nel 2025 1.625 attivazioni contrattuali nelle due professioni considerate, contro 1.494 nel 2024: 131 in più e +8,8%.
Le due dinamiche sono differenti. L’ingegneria navale presenta il maggiore tasso di crescita, +40,1%, mentre l’area aerospaziale e aeronautica esprime un mercato quasi quattro volte più ampio, con 1.293 contratti, e mostra una significativa accelerazione nella seconda metà del 2025, +19,9% rispetto allo stesso semestre del 2024.
In entrambi i casi emerge inoltre un rapporto stretto tra formazione universitaria e ricambio professionale: la fascia 25-34 anni rappresenta il 55,4% delle attivazioni tra gli ingegneri navali e il 75,9% tra gli ingegneri aerospaziali e aeronautici. Allo stesso tempo, il tempo indeterminato pesa rispettivamente per il 65,4% e il 75,5% dei contratti.
È in questo quadro che si colloca la scelta di sviluppare a Olbia percorsi universitari collegati alle industrie del mare e dell’aeronautica. I corsi sono offerti dall’Università degli Studi di Cagliari, sostenuti dal finanziamento della Regione Sardegna, dal supporto di UniOlbia e dal sostegno del Comune di Olbia, dopo aver raccolto anche le richieste di competenze provenienti dalle imprese del territorio.
Una risposta formativa che nasce quindi da Olbia ma non si esaurisce nel mercato locale: Ingegneria Navale e Tecnologie Industriali Elettriche e Aeronautiche formano competenze destinate alle filiere dell’intera Sardegna e, allo stesso tempo, utilizzabili nel sistema produttivo nazionale.