Istat: la laurea riduce il divario Nord-Sud, occupazione in crescita
Il divario occupazionale tra Nord e Mezzogiorno per i laureati continua a ridursi. È quanto emerge dal Rapporto Istat 2024 su Livelli di istruzione e ritorni occupazionali, che fotografa una tendenza di convergenza ormai consolidata negli ultimi anni.
Nel 2024, tra i laureati di età compresa tra i 25 e i 64 anni, la distanza nei tassi di occupazione tra Nord e Mezzogiorno si è ridotta a 11 punti percentuali, con un tasso dell’88,3% nel Nord e del 77,3% nel Mezzogiorno. Un miglioramento significativo rispetto al 2023, quando il divario era di 11,9 punti, e soprattutto rispetto al 2018, quando raggiungeva i 15,7 punti.
Il fenomeno è confermato anche tra i più giovani. Nella fascia 30–34 anni, il gap resta più ampio ma in progressiva riduzione: 17,8 punti nel 2024, con un tasso di occupazione del 91,1% nel Nord contro il 73,3% nel Mezzogiorno. Nel 2023 la distanza era di 19,8 punti, mentre nel 2018 superava i 26 punti percentuali.
I dati indicano con chiarezza che il titolo universitario rappresenta uno dei principali fattori di riduzione delle disuguaglianze territoriali. Nel Sud Italia, e in particolare nelle regioni insulari come la Sardegna, la laurea si conferma uno strumento decisivo per migliorare l’accesso al mercato del lavoro e rafforzare le prospettive di sviluppo.
In questo contesto si inserisce il ruolo di UniOlbia, polo universitario che, in collaborazione con le università sarde, porta l’offerta formativa nel Nord Sardegna e in Gallura. Rafforzare la presenza universitaria sul territorio significa ampliare l’accesso all’istruzione terziaria, contrastare la mobilità forzata degli studenti e contribuire alla crescita di un capitale umano qualificato capace di competere su scala nazionale.
La tendenza rilevata dall’Istat conferma che investire in università nel Mezzogiorno non è solo una scelta educativa, ma una leva concreta di riequilibrio territoriale. Per la Sardegna, aumentare il numero di laureati significa ridurre le distanze dal resto del Paese e costruire uno sviluppo più solido e duraturo.
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